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LEXUS PRESENTA "60,000 - HOUR STORY ON THE SURVIVAL OF HUMAN CRAFT": IL PRIMO DOCUMENTARIO SUI MAESTRI ARTIGIANI TAKUMI

Nel mondo occidentale è giudizio comune che una persona necessiti di 10.000 ore di studio per ritenersi esperta di una materia. In Giappone invece non si viene considerati maestri di un’arte fino a che non si raggiungano 60.000 ore di affinamento delle proprie abilità, l’equivalente di 8 ore di lavoro quotidiane, per 250 giorni l’anno, nell’arco di 30 anni.

Lexus presenta un affascinante documentario che svela il mondo dei Takumi, la più alta carica giapponese in fatto di maestria artigianale. L'opera, diretta da Clay Jeter, regista di Chef’s Table, è distribuita a livello globale su Prime Video attraverso il servizio Prime Video Direct.

"Takumi - A 60,000-hour story on the survival of human craft" ripercorre le storie di quattro artigiani giapponesi che dedicano la vita alle rispettive arti: uno chef, titolare di un ristorante a due stelle Michelin; un’artista di Paper Cutting tradizionale; un maestro artigiano del settore Automotive e un carpentiere proveniente da una delle aziende edili più antiche del mondo.

Il documentario, presentato in anteprima al DOC NYC Film Festival di New York, è unico nel suo genere. Sarà inoltre prodotta una versione integrale e il montaggio 60.000 ore, con la sequenza delle immagini di ciascun artigiano Takumi al lavoro, in cui sarà possibile osservare le azioni che questi maestri ripetono continuamente, per sottolineare le ore, i giorni e gli anni di lavoro necessari per padroneggiare queste pratiche.

Narrato dall’ex direttore del British Museum Neil Macgregor e contenente interviste ai migliori esperti nel campo dell’artigianato e dell’Intelligenza Artificiale, il documentario pone il quesito sul modo in cui riusciremo in futuro a rispettare e preservare la cultura dell’artigianato in un mondo dove, allo stesso tempo, progettiamo macchine capaci di agire in maniera più precisa e più rapida rispetto agli esseri umani.

Nora Atkinson, Curatrice dello Smithsonian American Art Museum: “Nell’epoca in cui viviamo, caratterizzata da un deficit di attenzione globale e persistente, ci sentiamo tutti come se non avessimo mai abbastanza tempo. Le migliaia di ore di lavoro e di preparazione necessarie a diventare un maestro Takumi rappresentano quindi un’esperienza che sempre meno persone riusciranno a portare a termine.”

Gli esperti prevedono che entro il 2050 le macchine saranno capaci di superare le capacità umane, in ogni campo e settore. Martin Ford, autore del libro Rise of The Robots: Technology and The Threat of a Jobless Future: “Ci troviamo nel bel mezzo di un progresso esponenziale.” Lo scrittore sostiene inoltre che quello attuale è un ritmo di trasformazione che il mondo non ha mai conosciuto prima: “Nei prossimi 10 anni vivremo l’equivalente di 10.000 anni di progresso.

Quando le Intelligenze Artificiali supereranno le capacità dell’essere umano, sarà forse la fine dell’artigianato così come lo conosciamo oggi? Oppure questo fatidico passaggio consentirà la sopravvivenza della nostra cultura, che quindi diventerà ancora più preziosa? Questo documentario mira a scoprire in che modo evolverà il viaggio verso l’eccellenza, in un mondo che appare sempre più alla ricerca di scorciatoie.

Nahoko Kojima, Paper Cut artist e una delle protagoniste del documentario: “L’essenza di un Takumi è riuscire a ottenere una conoscenza profonda di tutte le sfumature di un’arte particolare. È concentrazione, trascorrere ore ed ore su un unico progetto, andando avanti senza mai fermarsi. È necessario liberare la propria mente e focalizzarsi in un modo che è semplicemente impossibile ottenere durante l’apprendimento di un’arte.

Spiros Fotinos, Head of Global Brand di Lexus International: “Il concetto di Takumi è il nucleo fisico e filosofico che Lexus porta avanti da 30 anni. I nostri maestri Takumi hanno alle spalle oltre 60.000 ore (più di 30 anni) di esperienza nello sviluppo delle loro arti. Per festeggiare il trentennale del nostro brand, abbiamo deciso di racchiudere l’essenza della maestria Takumi, e del loro viaggio lungo 60.000 ore, all’interno di un documentario.”

La versione da 54 minuti e quella 60.000 ore sono disponibili sul sito www.takumi-craft.com, dove il pubblico potrà immergersi nella dedizione e nell’impegno necessari per raggiungere i più elevati livelli di maestria.

Il documentario, realizzato da The&Partnership London, è distribuito sulle piattaforme Amazon Prime Video, Amazon Instant, Google Play e iTunes.


I FILMMAKERS

CLAY JETER – Sceneggiatore/Regista

Il regista statunitense Clay Jeter ha messo la firma su progetti come Chef’s Table, la prima serie di documentari originale prodotta da Netflix e candidata agli Emmy. Dopo aver prodotto sei episodi dal 2015 al 2018, Clay ha sviluppato uno stile di regia personale e straordinariamente coinvolgente visibile in tutti i suoi lavori, tra cui figura anche la pellicola Jess + Moss, presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2011. Da allora ha continuato a crescere a livello lavorativo, mantenendo la sua fama di ‘regista che vale il prezzo del biglietto’.

DAVE BEDWOOD – Sceneggiatore

Dave Bedwood inizia la sua carriera di copywriter nel 1998. Nel 2004, dopo aver lavorato per diverse agenzie pubblicitarie di Londra decide, insieme a tre colleghi, di aprire il suo studio personale, Lean Mean Fighting Machine. Dopo soli 4 anni vincono il premio ‘Agency of the year’ ai Cannes International Advertising Awards. Dave ha lavorato e vinto riconoscimenti con clienti del calibro di Emirates, Virgin, Samsung, The Guardian e Lexus.

RUPERT MACONICK – Produttore

Rupert possiede un lungo curriculum per la produzione di film e documentari diretti da registi di caratura mondiale.

Nel 1994 fonda la Saville Productions, che negli anni ha prodotto alcuni dei migliori documentari del panorama mondiale diretti da famosi registi dell’industria cinematografica, tra cui: Martin Campbell (Casino Royale), Fernando Meirelles (City of God), Stephen Daldry (The Reader), James McTeigue (V per Vendetta), Gavin O’Connor (Warrior), Barry Levinson (Rain Man), Bryan Singer (I Soliti Sospetti), Spike Lee (Inside Man), Paul Haggis (Crash), Wim Wenders (Paris Texas), Morgan Neville (20 Feet from Stardom) e Werner Herzog (Cave of Forgotten Dreams). Saville ha prodotto anche un cortometraggio con Adidas per la Coppa del Mondo di Calcio, diretto da Fernando Meirelles (City Of God), e un mediometraggio da 35 minuti diretto da Werner Herzog per AT&T, From One Second to the Next, diventato un grande successo sul web. Il film viene oggi proiettato in oltre 40.000 tra scuole e licei di tutto il mondo.

Altro progetto degno di nota è Bending the Light, diretto da Michael Apted (The Up series), sull’arte della fotografia vista attraverso l’obiettivo di un fotografo.

I TALENTI

PROTAGONISTI

SHIGEO KIUCHI

La prima intervista del documentario è quella al carpentiere Shigeo Kiuchi, 68 anni, addestrato da suo padre all’arte del Miyadaiku, un’antica forma di carpenteria nata in Giappone. “Mi considero un custode,” spiega Shigeo. “Ho imparato da mio padre, che lavorava qui prima di me, e ora voglio trasmettere le mie competenze alle generazioni future.

Kiuchi lavora da quando era soltanto un adolescente per la Kongō Gumi di Osaka, la ditta più antica del mondo, fondata nel 578 d.C. Kiuchi inoltre vuole continuare a lavorare fino a che il fisico glielo permetterà: “I carpentieri non vanno in pensione”, dice. Di contro, descrive anche il suo contributo all’azienda come “un semplice battito di ciglia” in confronto alla sua storia millenaria.

La Kongō Gumi è la ditta più antica del mondo, fondata quando il principe Shotoku commissionò la costruzione del primo tempio buddhista del Giappone. Un’azienda che da allora è rimasta nelle mani della stessa famiglia e il cui rappresentante della 41ma generazione siede oggi nel consiglio di amministrazione della Kongō Gumi.

HISATO NAKAHIGASHI

Hisato Nakahigashi è lo chef del bistellato ristorante Miyamasou di Kyoto. Hisato è uno chef kaiseki di quarta generazione: suo nonno aveva aperto il Miyamasou come ostello per accogliere coloro che in pellegrinaggio si recavano a pregare nel tempio del 12mo secolo con il quale il ristorante condivide i terreni. “Il punto di svolta nella vita di Hisato si presenta quando lo chef sta trascorrendo le 20.000 ore del suo viaggio per diventare un Takumi,” ci racconta Clay Jeter. “Suo padre morì prematuramente all’età di 55 anni, quando Hisato era in giro per i ristoranti di tutto il mondo per affinare le sue abilità gastronomiche. Nakahigashi decise quindi, in un momento cruciale della sua vita, di tornare a casa e continuare la tradizione di famiglia, portando il ristorante a livelli incommensurabili.

Tutte le mattine Hisato va a pesca nel fiume locale e raccoglie in mezzo alla natura erbe locali e verdure di montagna che cucinerà per i suoi ospiti. Dice di “ringraziare la natura” per i prodotti che gli fornisce quotidianamente. Una dedizione che rientra nell’ottica del Kaiseki, una tradizionale cucina giapponese che prevede diverse portate e vuole elevare l’esperienza gastronomica di chi mangia.

NAHOKO KOJIMA

Il terzo personaggio del documentario è l’artista Nahoko Kojima, che nonostante abbia solo 37 anni ha già dedicato 60.000 ore alla sua arte. Kojima ha iniziato a dedicarsi al kirie (arte nipponica dell’intaglio) con un insegnante privato quando aveva 5 anni, continuando a dedicarsi a questa arte per l’intera durata dei suoi anni di formazione. A 18 anni si trasferisce a Tokyo, per poi laurearsi nel 2004 in Design al Kuwasawa Institute. Per un breve periodo ha intrapreso la carriera di Graphic Designer a Tokyo, decidendo quindi di trasferirsi a Londra per conseguire un master in Belle Arti, e dopo pochi anni ha esposto le sue prime opere di Paper Cutting. Nel 2012 la sua opera ‘Cloud Leopard’, il Leopardo dei Cieli, è stata presentata alla Saatchi Gallery. Una scultura la cui realizzazione ha comportato ben cinque mesi di lavoro, composta da un singolo foglio di carta intagliato. Il lavoro di Kojima inizia con minuziosi schizzi e bozzetti realizzati su fogli incredibilmente piccoli. I suoi esercizi “sono incredibilmente impegnativi e richiedono una concentrazione pazzesca. Se commette un errore non c’è modo di tornare indietro. L’artista utilizza dei bisturi le cui lame sono spesse la metà rispetto a quelle dei bisturi normali, e che vengono sostituiti ogni tre minuti.”

Nel 2013 ha vinto il premio Jerwood Makers Open per l’opera ‘Byaku’, l’Orso Polare. Nel 2018 ha invece affrontato la sua sfida artistica più grande con la creazione di 'Shiro', la balenottera azzurra, una scultura di carta a grandezza naturale lunga 32 metri, la cui realizzazione viene mostrata all’interno del documentario.

Nonostante viva prevalentemente a Londra, nel 2016 Kojima ha ritirato a Tokyo l'agognato Kuwasawa Award per il suo contributo alle Arti.

KATSUAKI SUGANUMA

Il documentario ci spiega anche il ruolo dei Takumi Lexus attraverso Katsuaki Suganuma e i suoi 32 anni di esperienza. Katsuaki, maestro Takumi responsabile delle ispezioni finali sulla linea di produzione, nella sua carriera ha vissuto enormi cambiamenti tecnologici con l’introduzione della robotica e dell’Intelligenza Artificiale: la prova vivente di come gli esseri umani continuino ad essere essenziali nei processi di produzione di un’automobile. Questo documentario ci porta dietro le quinte dell’impianto Tahara di Aichi, una struttura di 4 milioni di metri quadrati considerata tra le più avanzate al mondo. Katsuaki, con i suoi 25 anni e le sue 60.000 ore di pratica, quelli necessari per diventare un Takumi Master Craftsman, rientra nel ristretto novero di individui capaci di dedicarsi totalmente al proprio lavoro.

Periodi lunghissimi passati ad esercitarsi e a migliorarsi con una precisione e un impegno certosini. Il risultato è un gruppo di artigiani dotati di ‘superpoteri’, con sensi affilati come rasoi. Uomini e donne da considerarsi come i custodi della maestria artigianale Lexus in tutte le fasi della produzione. Un approccio alla manualità che è anche una filosofia che attraversa l’intera rete aziendale, e che i Takumi devono trasmettere di generazione in generazione. Ogni Takumi deve farsi carico dell’addestramento dei più giovani, curarne la crescita, la consapevolezza delle tradizioni e svilupparne lo spirito per far sbocciare il talento. Proprio per questo sappiamo che niente al mondo incarna la maestria artigianale più di una vettura Lexus.

GLI ALTRI ESPERTI

NORA ATKINSON

Nora Atkinson è una rinomata esperta statunitense di arti manuali, con un inquadramento specifico sul ruolo e sull’importanza dell’artigianato nella cultura moderna. Attualmente curatrice presso lo Smithsonian American Art Museum di Washington DC, è stata recentemente nominata “Best Boundary-Pushing Curator 2018” dal Washingtonian Magazine per il suo lavoro svolto per diverse mostre ed esposizioni di grande successo.

All’inizio del 2019 la Atkinson è intervenuta a un evento TED chiamato The Age of Amazement, esplorando diversi temi, tra cui il ruolo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, le nuove forme di creatività e il cambiamento sociale. Abbiamo filmato la Atkinson a Washington, durante il suo intervento sulle arti manuali e il loro ruolo nell’era digitale. Importante per la nostra causa, l’esperta ha collegato i concetti di artigianato e di lusso, parlando dell’importanza degli oggetti realizzati a mano e del valore che essi avranno in futuro.

MARTIN FORD

Martin Ford è un futurologo e autore che si occupa dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale e della robotica sulla società e sull’economia. Ha scritto due libri sulla tecnologia: il più recente, Rise of the Robots: Technology and the Threat of a Jobless Future (2015), è stato un bestseller del New York Times capace di aggiudicarsi nel 2015 il premio ‘Financial Times and McKinsey Business Book of the Year’.

La conferenza TED Talk How AI could cause job loss presieduta da Martin discute della dicotomia tra l’effetto negativo che i sistemi di Intelligenza Artificiale potrebbero avere sul settore industriale e l’innegabile progresso che essi potrebbero offrire e la loro capacità di ispirare la nascita di nuovi settori. Ha un pubblico ben consolidato di 42.300 follower su Twitter ed è entrato attivamente nella discussione Japan & Technology, con un post del 31 luglio scorso sul “Perché gli Occidentali hanno paura dei robot e i Giapponesi no”.

JON BRUNER

Jon Bruner è un giornalista e programmatore, direttore del programma Digital Factory di Formlabs, un’azienda che progetta e costruisce stampanti 3D professionali. Prima di unirsi a Formlabs, Jon ha supervisionato pubblicazioni sull’informatica, sull’Intelligenza Artificiale, hardware, Internet degli Oggetti, industria manifatturiera ed elettronica, oltre ad essere stato Program Chair di Solid Conference, insieme a Joi Ito, concentrandosi sull’intersezione tra software e mondo fisico. È anche un prolifico contributor del web, con articoli quali Making AI Transparent e Integrating Data with AI, in cui parla della relazione tra gli ‘esperti umani’ e gli algoritmi. Jon è stato intervistato sul podcast di The Economist sul tema della capacità delle macchine di replicare le azioni dell’uomo. Si chiede “se i computer possano realizzare buona musica,” oppure “se le stampanti 3D possano adottare tecniche tradizionali per realizzare pavimenti rinforzati”. In un affascinante contrasto con Martin Ford, Jon Bruner appare molto ottimista. È il tipo di futurologo che si entusiasma pensando alle opportunità offerte agli esseri umani quando i sistemi di Intelligenza Artificiale riusciranno ad assumerne alcuni ruoli e competenze, parlando della bellezza di vedere un essere umano e una macchina lavorare fianco a fianco.

IL NARRATORE

NEIL MACGREGOR

Neil è un rispettatissimo esperto della storia del genere umano, essendo stato per molti anni il direttore della National Gallery e del British Museum, e diventato oggi direttore dell’Humbolt Forum di Berlino (la risposta tedesca a The MET). Neil ha utilizzato la prospettiva degli oggetti e dell’artigianato prodotti dagli esseri umani per raccontare la storia del nostro mondo. Il suo libro più venduto, La Storia del Mondo in 100 Oggetti, diventato poi oggetto di mostre e podcast, rappresenta la sua opera più conosciuta in questo ambito. Nel suo campo è tra i migliori esperti a livello mondiale, oltre ad essere un autore e un presentatore molto rispettato.